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Martedì 18 Dicembre 2018

Visita Pastorale Stampa E-mail

Cosa mi ha lasciato


Il 23-24 gennaio scorsi, abbiamo vissuto la Visita Pastorale. Vogliamo raccogliere le vostre testimonianze in merito: in qesto modo, col contributo di tutti, potremo fare la vera "foto" di questo evento, così importante per la nostra comunità. Vi ringraziamo fin d'ora per tutto il materiale che vorrete inviarci, come foto, disegni, riflessioni, testimonianze, idee, poesie... e chi più ne ha, più ne metta!
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Prima di questo evento, abbiamo sempre avuto una sorta di timore reverenziale nei confronti del Patriarca.
Tutto, però, adesso è cambiato perchè l'abbiamo visto:
   - umile nel voler entrare in chiesa con tutti "a trovar Gesù" senza precedere nessuno;
   - compassionevole andando a visitare i nostri ammalati;
   - entusiasta della nostra realtà parrocchiale, approfondendone la conoscenza;
   - paterno nell'invitarci a riavvicinare i nostri fratelli più "distratti";
   - rassicurante nel confermarci che Gesù è veramente presente nell'Eucarestia;
   - incoraggiante nello stringerci la mano ad uno ad uno al termine delle SS.Messe.
Cosa ci ha lasciato: un'enorme carica emotiva, un rinnovato entusiasmo per tutto quello che facciamo e, come dice nostro figlio, "Patriarca, ritorna presto".
                                                                una famiglia


Questa mattina ho avuto la sorpresa di trovare in giardino un palloncino lanciato da un bimbo della Parrocchia del vostro paese.
Mi fa piacere averlo trovato perchè ha fatto in linea d'aria ben 132 Km prima di fermarsi a casa mia e spero che questo sia un buon segno, io abito a Ravenna.
Vi invio le foto sperando che il mittente lo sappia riconoscere e sia felice che il suo messaggio ha fatto tanta strada.
Un cordiale saluto, Piero.




Anche se il nostro Patriarca, quand’era venuto per presenziare alla processione della “Madonna dei Cavài", ci aveva lasciato intendere che avrebbe voluto venire a prendere il caffè a casa nostra, è stata, comunque, una singolare sorpresa quella di sapere che, essendosi ricordato di quanto aveva detto, volle davvero effettuare una visitina alle Suore nella loro casa.
Il  nostro paese, da tanto tempo e nei  modi più svariati, si era preparato alla sua visita pastorale fissata per il 23 e 24 gennaio: fu proprio domenica 24 che, terminate le celebrazioni  delle  Messe solenni, sua Em.za il card. Angelo Scola è venuto nella nostra piccola comunità.
Com’è ovvio, ci trovò un po’ emozionate per questo gesto di riguardo, ma il suo trattenersi con semplicità veramente paterna ci mise  a nostro agio.
Subito espose il motivo  della sua visita: "Sono qui - disse - per  assicurarvi innanzitutto che siete benvolute e stimate da tutti. Continuate a diffondere il vostro bel carisma e la vostra gioia. Non preoccupatevi del futuro, la Provvidenza ci accompagnerà. Aiutatemi a pregare per i sacerdoti, particolarmente per i più giovani".
Prima di accomiatarsi, ha gentilmente accettato di posare con noi per una foto-ricordo: la conserveremo come segno di questo momento così fraterno e gratuito che ci ha fatto sentire altamente  onorate.
                                         Le sorelle di Gambarare


La visita del nostro Patriarca nella nostra parrocchia, a casa nostra, ha risvegliato in me mille pensieri, che avrei voluto avere il coraggio di esternargli il sabato sera, durante l’assemblea parrocchiale. Avrei desiderato dirgli che in questa parrocchia ho trovato una casa, un cuore, un’anima e... anche la mia strada!
Quando qualche anno fa sono entrata come mamma alla Scuola dell’Infanzia San Giuseppe, non conoscevo nessuno. Poi,poco a poco, la scuola mi ha coinvolto sempre più e ho iniziato a partecipare alle numerose attività che ne fanno parte: la pesca di beneficenza, la preparazione del presepio della scuola, le scenografie e i costumi per le recite, i carri di carnevale, la vendita di torte… sentendomi sempre più partecipe, perché la scuola è nostra, della nostra comunità! Il coinvolgimento non era solo dettato da un senso del dovere, ma da una spinta interna, che mi richiedeva di dare sempre di più! Così adesso, che ormai il mio secondo figlio sta per uscire dalla scuola, mi sento parte attiva di una Comunità viva, mi sento partecipe, mi sento accolta! Naturalmente è vero che le persone disposte a collaborare sono poche e forse sempre le stesse, ma non ha importanza, quello che ho avuto io collaborando, è molto più di quello che avrei avuto passando il tempo a pulir casa o a guardare la televisione!
Grazie a tutti!
        Una parrocchiana


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